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Novembre, il Calvados e l’Architettura Vera
Malinconia.
Si siede accanto
e lascia cadere i pensieri lenti,
come chi non ha più forza
di restare a galla.
Il lavoro è un gesto tecnico,
stanco,
un fare che non mi assomiglia.
Sento che l’ignoranza
ha mani più rapide delle mie.
Tutti hanno risposte pronte,
nessuno ascolta davvero.
Sulla scrivania
un Simenon fuori posto.
Lo apro.
Mi basta poco:
una stanza d’albergo,
un cane,
una cameriera che passa.
Nulla di giallo,
solo vita che pulsa.
Capisco quanto i libri
abbiano orientato la mia traiettoria,
la loro compagnia
silenziosa.
Fuori piove.
Una pioggia tecnica
di novembre.
Dentro,
il racconto apre vie antiche:
la stazione all’alba,
il fiato dei pendolari,
le rotaie che gemono.
L’architettura vera
—forse—
è questo:
un modo di ascoltare il mondo
mentre passa.
Un vecchio umore
che ritorna
senza fare rumore.
Franco